andreapelagatti

I bidoni del calcio: Cesar Gomez della Roma

In Sport, calcio on Dicembre 19, 2009 at 7:41 pm

Cesar Gomez è stato senza dubbio, insieme a Fabio Junior e pochi altri, uno dei più grandi “bidoni” della storia della Roma.

Solo tre presenze per lui con la maglia dei giallorossi ed il merito di capire che il calcio non faceva per lui. L’ex difensore della Roma aprì ben presto un autoconcessionario di successo nella Capitale.

Rileggiamo un divertente articolo reperito nell’archivio storico della Gazzetta dello Sport:

27 agosto 1997

Dalla sua ha l’assoluta impermeabilità alle critiche o comunque agli scetticismi dell’ambiente sul suo arrivo a Roma, dopo che Sensi aveva rincorso Nadal invano.

Non si cura dei “si dice” ma guarda e passa. Centrale part – time della difesa a quattro di Zeman, a destra ha fatto vedere buone cose, peggio quando ha giocato come centrale di sinistra.

È già uno del gruppo, di poche parole e ampi sorrisi. Non si tira mai indietro, dote riconosciutagli anche da Zeman.

Ha dimostrato d’essere un buon marcatore, un mulo d’area da rigore, che di testa riesce un pò a sopperire alle vecchie lacune della difesa romanista sui traversoni. Con la preparazione ha perso 2 chili.

Ha tanta voglia di fare bene, ma fino a oggi non ha avuto molte possibilità di mettersi in mostra positivamente, anche se le attenuanti non gli sono mancate.

La fatica gli si è accumulata nelle gambe e, avendo un fisico massiccio, quasi da buttafuori, paga dazio specie nelle giocate in velocità, sullo sprint.

Coinvolto spesso nelle giornate grigie della difesa romanista, non demorde, ma ora si ritrova anche la patata bollente di dovere gestire la rivalità con Petruzzi, fresco di reinserimento in rosa.

Ancora non s’è adattato al calcio italiano, deve imparare i meccanismi della zona di Zeman, fino a oggi ha fatto meglio al fianco di Aldair che non in coppia con Servidei.

Lui e l’Italia La musica di Ramazzotti fa coppia fissa con l’altro spagnolo Helguera. Ha visto poco di Roma, è il suo rammarico.

Ama ascoltare musica, gira con cuffiette e CD ovunque. A Kapfenberg percorreva assorto nella musica anche il breve tratto fra albergo e spogliatoio.

Preferisce la musica spagnola ma anche Laura Pausini ed Eros Ramazzotti. Si veste come gli attori dei film di Almodovar:

camicie sgargianti, pantaloni attillati e scuri, con scarpe nere. Gli amici spagnoli assicurano che è un ottimo ballerino di Flamengo.

Serie A, Roma-Parma: Panucci sfida il passato

In Sport, calcio on Dicembre 18, 2009 at 9:08 pm

Roma-Parma, ultima partita del 2009, non sarà una gara di campionato come le altre per Christian Panucci.

L’ex difensore dei giallorossi ha militato per ben otto anni nella Capitale collezionando 229 presenze e 20 gol in Serie A.

Con la Roma ha conquistato da protagonista due Coppa Italia e una Supercoppa Italiana.

Otto anni di emozioni, litigi, soddisfazioni ed amore del tifo giallorosso. La curva Sud lo ha amato ed odiato, più la prima, come si fa con i cavalli di razza.

La stagione 2001-2002 venne divisa tra i biancorossi di Montecarlo (5 partite, 0 gol) e i giallorossi della Roma.

Giunto nella capitale poco prima della fine del mercato estivo, Panucci risultò da quel momento una pedina importante per lo scacchiere giallorosso.

Fu soprannominato “Er Grinta” dal telecronista-tifoso Carlo Zampa.

Nella stagione 2006-2007 si rese spesso protagonista di buone prestazioni, condite anche da diversi gol; fu anche uno dei goleador nella conquista dell’ottava Coppa Italia della storia giallorossa, conquistata al termine doppia finale contro l’Inter:

nella gara di andata, vinta dalla Roma per 6-2, riuscì infatti a segnare una doppietta.

La stagione 2007-2008, cominciata nel migliore dei modi con la vittoria della Supercoppa Italiana, vide Panucci perdere progressivamente il ruolo di terzino titolare, complici i miglioramenti del nuovo acquisto Cicinho, venendo così impiegato quasi solamente come difensore centrale di riserva.

Anche in questo ruolo, comunque, riuscì a trovare spazio nella squadra, che grazie anche ai suoi gol nella seconda parte della stagione (5 in campionato, 1 in Champions League), riuscirà a classificarsi seconda e a vincere nuovamente la Coppa Italia.

Anche nella prima parte della stagione 2008-2009 si dimostra prolifico in fase offensiva, a dispetto del momento di crisi della squadra, segnando 2 reti in campionato (alla Reggina e all’Atalanta) e 2 gol in Champions League (al Cluj e al Chelsea).

Il 25 gennaio, in occasione della partita Napoli-Roma, appreso il fatto di non partire titolare dal primo minuto rifiuta di sedersi in panchina insieme al resto delle riserve e va a prendere posto in tribuna.

Nelle ore successive la partita il calciatore annuncia di voler lasciare la Roma non sentendosi rispettato dall’allenatore, escludendo però accordi con altri club.

Nel mercato invernale 2009 sfuma il trasferimento in altre squadre e resta alla Roma escluso dalla squadra e dalla lista Champions.

La settimana successiva Panucci in un comunicato ufficiale si rivolge a tifosi e società per chiedere pubbliche scuse, pur restando in tensione con il mister Luciano Spalletti ma venendo così reintegrato nella rosa della squadra.

Il 30 giugno, terminato il suo contratto con la Roma, rimane svincolato.

Europa League, Panathinaikos-Roma: Se passa Salisburgo o Standard Liegi

In Sport, calcio on Dicembre 18, 2009 at 12:58 pm

La Roma di Francesco Totti pesca i greci del Panathinaikos nei sedicesimi di finale di Europa League. In caso di passaggio del turno dovrà fronteggiare negli ottavi di finale o il Salisburgo o lo Standard Liegi.

Andiamo a scoprire tutti “i segreti” dei prossimi avversari della Roma:

Il Panathinaikos fu fondato il 3 febbraio 1908 come P.O.A. – Podosferikos Omilos Athinon (Π.Ο.Α. – Ποδοσφαιρικός Όμιλος Αθηνών).

Il club fu costituito per iniziativa di Giorgios Kalafatis ed alcuni suoi atleti, appena usciti dal loro vecchio club, il Panellinios G.S. per creare una nuova associazione dedicata interamente al calcio.

Come primo terreno di gioco e di allenamento fu preso in affitto un campo sulla strada Patission, ottenuto grazie a Kalafatis, che riuscì a raggiungere un accordo con i due club sportivi beneficiari, l’Ethnikos G.S. Athens e Panellinios G.S., che esitavano nell’istituire una sezione calcistica anche a causa del fatto che ritenevano che il calcio fosse uno sport dedicato alla classe lavoratrice.

La prima partita non ufficiale disputata dalla squadra fu un match contro il Piraeikos, un’antenata dell’attuale Olympiakos, in occasione dei giochi sportivi di Trikala, nel settembre 1908.

La partita, conclusasi 9-0 per il Panathinaikos, attirò i primi tifosi. L’anno successivo fu invece istituito il primo torneo calcistico ufficiale greco, la Coppa S.E.G.A.S., la cui prima edizione vide il club concludere al terzo posto.

Alla fine del 1909 Kalafatis, a causa di alcune divergenze con il resto del vertice della società, decise di ricostruire la squadra, assicurandosi un campo a piazza Amerikis.

Kalafatis, che cambiò il nome della società in P.P.O. – Panellinios Podosferikos Omilos (in greco: Π.Π.Ο. – Πανελλήνιος Ποδοσφαιρικός Όμιλος, Club Calcistico Panellenico), fu presto raggiunto dalla dirigenza del vecchio club.

Nel 1912 fu chiamato da Kalafatis, finora allenatore-giocatore della squadra, l’inglese John Campbell, proveniente dall’università di Oxford.

I metodi di allenamento di Campbell (primo straniero ad essere ingaggiato dal club), per quanto al di sotto dello standard inglese, furono considerati rivoluzionari in Grecia tanto che nel 1914, quando Campbell abbandonò la squadra, il club aveva già una certa notorietà a livello nazionale anche grazie all’apporto di giocatori come Michalis Papazoglou, Michalis Rokos, Loukas Panourgias e Apostolos Nikolaidis.

Al termine del primo conflitto mondiale, il nome del club fu cambiato in P.P.A.O. – Panellinios Podosferikos ke Agonistikos Omilos (Πανελλήνιος Ποδοσφαιρικός και Αγωνιστικός Όμιλος, in italiano Club calcistico e sportivo panellenico) per sottolineare la giurisdizione di società polisportiva.

Nel 1919 il club adottò il verde come colore sociale e il trifoglio come emblema, su proposta di Michalis Papazoglou. In quello stesso anno la squadra vinse il primo campionato greco disputato dopo la prima guerra mondiale, organizzato dall’ Unione Calcistica di Atene e del Pireo.

Durante questo periodo, anche a causa dell’acquisizione della giurisdizione di società polisportiva, la squadra dovette affrontare il problema dello stadio, che si risolse nel 1923 con l’assegnazione dello Stadio Leoforos Alexandras.

Al cambio di stadio coincise un altro cambiamento nella denominazione del club, che assunse definitivamente il nome di P.A.O. – Panathinaikos Athlitikos Omilos (Π.Α.Ο. – Παναθηναϊκός Αθλητικός Όμιλος, in italiano Società sportiva pan-ateniese).

Nel 1926 anche in Grecia fu fondata la federazione calcistica locale (H.F.F.), mentre l’anno successivo ebbe luogo il primo campionato di calcio greco, in sostituzione della coppa S.E.G.A.S. Durante gli anni ‘30 il Panathinaikos non ottenne risultati degni di nota, anche a causa di dissapori all’interno della dirigenza del club.

Gli unici risultati di rilievo di quel decennio furono la vittoria del campionato nella stagione 1929-30 e quella della Coppa di Grecia al termine della stagione 1939-40, dopo aver battuto l’Aris Salonicco in finale per 3-1.

Nel dopoguerra i risultati della squadra migliorarono e fino al 1965 la squadra vinse sette campionati (di cui cinque in sei anni, tra il 1959 e il 1965, concludendo la stagione 1963-64 senza subire sconfitte) e due coppe nazionali (nel 1948 e nel 1955).

Il Panathinaikos continuò nella sua striscia positiva anche alla fine del decennio, ottenendo un double nella stagione 1968-69 e confermandosi campione anche per la stagione successiva.

Quest’ultima vittoria valse al Panathinaikos l’accesso all’edizione 1970-71 della Coppa dei Campioni, in cui raggiunse la finale dopo una rimonta ai danni della Stella Rossa di Belgrado in semifinale.

La squadra, allenata da Ferenc Puskás perse per 2-0 contro l’Ajax capitolando solo nel finale a causa di un’autorete di Kapsis. Nonostante la sconfitta, il Panathinaikos ebbe la possibilità di giocare la partita di Coppa Intercontinentale a causa della rinuncia dell’Ajax.

Anche in questo caso la squadra perse il titolo mondiale pareggiando ad Atene e poi perdendo al ritorno contro il Club Nacional di Montevideo.

Negli anni successivi il Panathinaikos continuò ad affermarsi in campo nazionale vincendo un campionato nel 1972 e centrando il double nel 1977.

Nel 1979, con l’avvento del calcio professionale in Grecia, la squadra fu acquistata da Yiorgos Vardinogiannis, facente parte di una famiglia di imprenditori televisivi e petroliferi.

In quello stesso periodo la società istituì una sezione dedicata al calcio femminile (tuttora inattiva), divenendo il primo club greco ad aver istituito tale sezione.

Dopo un periodo di transizione il Panathinaikos attraversò un periodo di forma per il resto del decennio, centrando il double due volte (nel 1984 e 1986), vincendo altre tre coppe nazionali (1982, 1988 e 1989), una Supercoppa nel 1988 e raggiungendo le semifinali di Coppa dei Campioni nel 1985, dove fu eliminato dal Liverpool.

Il Panathinaikos confermò il suo buon periodo anche nella prima metà del decennio successivo, vincendo il double altre due volte (nel 1991 e nel 1995), vicendo il campionato nel 1990 e nel 1996, la coppa nazionale nel 1993 e nel 1994 e la Supercoppa nel 1993 e nel 1994.

Sempre nel 1996, il Panathinaikos raggiunse le semifinali di UEFA Champions League venendo poi eliminato dall’Ajax:

la buona prestazione in trasferta da parte della squadra, che portò a casa un 1-0, fu vanificata nella partita di ritorno ad Atene in cui gli olandesi rimontarono il risultato segnando tre gol.

Questa sconfitta segnò l’inizio di un leggero calo delle prestazioni della squadra, che per quasi dieci anni rimarrà a secco di titoli.

Nell’estate del 2000 il presidente Vardinogiannis si dimisse dall’incarico, favorendo alla successione il nipote Giannis, che cambiò strategia aziendale.

Nei primi anni della sua gestione il Panathinaikos alternò prestazioni alterne in campionato con buone prove in Europa in cui raggiunse (con Sergio Markarián in panchina e trascinato da Michalis Konstantinou, pagato dall’Iraklis 15 milioni di euro) i quarti di finale della Champions League 2001-02, venendo poi eliminato dal Barcellona.

Nella stagione 2002-03 il Panathinaikos confermò il suo buono stato di forma in campo europeo uscendo ai quarti di finale per mano del Porto, futuro vincitore della manifestazione, ma tornò in corsa per la vittoria finale del campionato, arrendendosi ai rivali dell’Olympiakos all’ultima giornata.

In seguito a questo risultato la squadra fu rinnovata (arrivarono giocatori come Ezequiel González, Lucian Sânmărtean e Markus Münch) ed affidata al tecnico israeliano Itzhak Shum, che restò una sola stagione in cui il Panathinaikos vinse, dopo otto anni di astinenza, il suo diciannovesimo titolo, andando a centrare il double vincendo anche la coppa nazionale.

Alla vittoria del suo diciannovesimo titolo seguì un declino della squadra, iniziato già al termine della stagione 2003-04, in cui abbandonarono sia l’allenatore, sia il portiere Antonis Nikopolidis.

Nelle stagioni successive abbandonarono la squadra diversi artefici della vittoria del campionato, tra cui Basinas e Konstantinou, in favore di altri giocatori come Flavio Conceição ed Igor Bišćan, mentre in panchina si avvicendarono allenatori come Zdeněk Ščasný e Alberto Malesani, che non riuscirono a portare la squadra ai piani alti della classifica.

La crisi della squadra raggiunse il suo apice nella stagione 2006-07, che vide l’avvicendamento di quattro allenatori (Malesani, Hans Backe, Jasminko Velić e Víctor Muñoz) e una finale di Coppa di Grecia persa contro il Larissa.

Un lieve miglioramento nelle prestazioni si ebbe nella stagione 2007-08 in cui la squadra, guidata da José Peseiro, pur trovandosi tagliata fuori dalla lotta per la vittoria finale a cinque giornate dal termine, riuscì a mantenere il posto in zona Champions League, qualificandosi per i preliminari della manifestazione continentale.

Nell’estate 2008 ci fu un cambio ai vertici dirigenziali del Panathinaikos, con Nikos Pateras che assunse l’incarico di presidente al posto di Vardinogiannis.

La nuova dirigenza chiamò in panchina l’olandese Henk Ten Cate ed effettuò alcuni acquisti di peso tra cui il terzino Gabriel e Gilberto Silva, proveniente dall’Arsenal.

Il Panathinaikos confermò l’andamento della stagione precedente in campionato (qualificandosi in Champions League ai playoff), ma si rese protagonista di una buona prestazione in Champions League venendo eliminato dal Villarreal agli ottavi di finale, raggiunti dopo aver concluso il raggruppamento al primo posto, davanti all’Inter e al Werder Brema.